BORUTTA

Borgo

Si estende in una valle alle pendici del Monte Pelao, tra nuraghi e domus de Janas, con accanto una cavità, la grotta Ulari, abitata dall’uomo fin dal Neolitico recente, che ha dato nome al paese. Borutta custodisce tracce millenarie della sua storia e di una lunghissima tradizione religiosa, risalente al XII secolo con l’edificazione dell’allora cattedrale di San Pietro, nel villaggio di Sorres. La chiesa sopravvisse alla distruzione del villaggio ma perse il titolo vescovile, ‘rinascendo’ a metà XX secolo con l’arrivo dei Benedettini di Parma e con la costruzione dell’adiacente monastero, unica abbazia benedettina in Sardegna. Accanto a uno dei più maestosi ed eleganti edifici romanici sardi, circondato dal verde e immerso nella quiete, i monaci offrono una fraterna accoglienza a chiunque ricerchi ‘rifugio’ dagli affanni quotidiani e momenti di raccoglimento spirituale. Emozionante è l’ascolto dei canti gregoriani e l’osservazione delle attività dell’abbazia, nonché il prenderne parte. A fine giugno si  ‘vive’ pienamente l’atmosfera di spiritualità del borgo, quando Borutta celebra San Pietro con una processione accompagnata da preghiere e canti, in un tripudio di suoni ancestrali e colori degli abiti tradizionali.

Itinerario

Spiritualità, archeologia e tradizioni del Mejlogu sono il filo conduttore delle tre giornate a Borutta, con San Pietro di Sorres come punto di riferimento e di partenza per la scoperta del territorio.Il primo giorno è dedicato alla Cattedrale e al Monastero benedettino di San Pietro di Sorres. Dopo la visita del complesso monastico, il cammino scende verso Borutta e attraversa il centro storico, con soste dedicate alla Casa Museo, agli antichi mestieri e alle tradizioni del paese, per poi fare ritorno a Sorres.La seconda giornata conduce attraverso il bosco di lecci e roverelle del colle di Sorres verso Torralba e il nuraghe Santu Antine, la celebre “reggia nuragica”. Lungo il percorso si incontra la chiesa romanica di Nostra Signora di Cabu Abbas, affacciata sulla Valle dei Nuraghi. La visita guidata a Santu Antine completa la giornata. Il terzo giorno è dedicato alle testimonianze della cultura rurale e alla natura. Dall’altopiano di Mura si incontrano sos furraghes e sas pinnettas, espressioni dell’antico saper fare locale, prima della discesa alla Grotta Ulari, importante habitat per i pipistrelli. Dopo il rientro a Sorres e il pranzo è previsto il trasferimento a Bosa.

Dati tecnici itinerario

Primo Giorno:

San Pietro di Sorres / Borutta
Distanza: 3 km
Dislivello: +60 m

 

Secondo Giorno:

San Pietro di Sorres / Nuraghe Santu Antine
Distanza: 15 km
Dislivello: +300 m

Terzo Giorno:

Furraghes, pinnettas e Grotta Ulari
Distanza: 4 km
Dislivello: +40 m

Consigli utili: scarpe da trekking, abbigliamento a strati, giacca antivento leggera e pantaloni lunghi da trekking.

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