CAMMINO FRANCESCANO IN SARDEGNA

Un cammino attraverso le tracce lasciate dai francescani in Sardegna nel corso dei secoli, da nord a sud, unendo quasi idealmente le due estremità dell’Isola e i primi due luoghi in cui i seguaci del Poverello di Dio si insediarono, provenienti forse dalla Corsica. Cagliari, presso il colle di Bonaria, e subito dopo Luogosanto, nell’eremo che secondo la leggenda custodiva le spoglie dei santi Nicola e Trano. Le loro impronte sono ancora visibili in città e comuni dove i frati hanno istituito le loro comunità, capaci di vivere in simbiosi con il territorio e i suoi abitanti, in vere e proprie oasi di pace, quasi sempre circondate dalla natura. La devozione francescana si è radicata in diverse zone dell’Isola, dal mare all’interno: nel nord-ovest, ad Alghero, Sorso, Bottidda, Castelsardo, Mores e Bosa; in Barbagia, a Fonni; a Oristano e fino al sud-ovest, a Iglesias. Alcuni conventi ancora oggi offrono accoglienza e spazio per un’esperienza di raccoglimento spirituale. Dei 17 centri abitati attraverso i quali si sviluppa il cammino, sei sono luoghi di pellegrinaggio direttamente legati a figure di santi e beati francescani: Laconi, dove nacque Sant’Ignazio, Cagliari, ultima dimora di San Salvatore da Horta, Sassari, dove operò Beato Francesco Ziranu, Gesturi, paese natale del Beato Nicola, Cuglieri, dove trascorse quasi tutta la sua esistenza il Venerabile Paolo, e Pula, che diede i natali a Fra’ Nazareno.

Itinerario

L’itinerario 2026 attraversa il cuore dell’Isola da Laconi a Gesturi, seguendo il filo della presenza francescana e delle figure di Sant’Ignazio da Laconi e del Beato Nicola da Gesturi. La prima giornata è dedicata ai ‘luoghi del Santo’. Dall’Oasi Francescana di Laconi una breve passeggiata conduce alla piazza dedicata a Sant’Ignazio, per poi salire verso Punta Carradore, dove il monumento equestre domina la vallata con lo sguardo rivolto sino al Golfo di Oristano. Il cammino attraversa quindi il Parco Aymerich e rientra nel centro del paese, dove prosegue la scoperta del borgo natale di Sant’Ignazio. Il secondo giorno si lascia Laconi in direzione di Genoni. Chiese e luoghi legati al Santo cedono gradualmente il passo a un paesaggio rurale fatto di campi, pascoli e muretti a secco. Superato il Riu Misturadroxiu, confine naturale tra i due territori comunali, il profilo del Sarcidano accompagna fino a Genoni, dove si incontrano anche i resti dell’antico convento francescano. L’ultima giornata conduce da Genoni a Gesturi lungo il tracciato dell’ex ferrovia, tra pascoli e paesaggi della Marmilla. Sfiorato Nuragus, lo sguardo si apre verso l’altopiano della Giara prima dell’arrivo a Gesturi, paese natale del Beato Nicola, presso la chiesa di Santa Teresa d’Avila. Dopo il pranzo è previsto il trasferimento a Bosa.

Dati tecnici itinerario

Primo Giorno:

Percorso ad anello: Laconi – Punta Carradore – Parco Aymerich – Laconi

Distanza: km 7

Dislivello: +100 m / -100 m

Percorso prevalentemente semplice-turistico, con alcuni brevi tratti in discesa più impegnativi.

Secondo Giorno:

Laconi – Genoni

Distanza: km 11,7 km

Dislivello: +260 m / -190 m

Sono presenti alcuni brevi tratti acquitrinosi.

Terzo Giorno:

Genoni – Gesturi

Distanza: km 9,7

Dislivello: +149 m / -27 m

Consigli utili per le tre giornate: abbigliamento tecnico a strati, scarpe da trekking, adeguata scorta d’acqua e snack.

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